La cattura di Cristo - Caravaggio - Varese


Scritto da gea-staff
pubblicato il 30/10/2016 aggiornato il 19/12/2017
Autore: Andrea Ravo Mattoni
Categoria: murales
Letture: < 200 ( Aggiornato il: 22/08/2019 21:05 )
murales
Credits:

Il murale realizzato dall'artista varesino Andrea Ravo Mattoni fa parte di un progetto di riqualificazione di aree urbane Urban Canvas grazie all' associazione WgArt.

Solo cinque giorni per dipingere questo capolavoro in omaggio a Michelangelo Merisi noto come Caravaggio e, in questo caso, con la riproduzione del famoso dipinto La cattura di Cristo del 1602.

L'opera ha dato lustro ad un normale e comune pilasto di un cavalcavia a Varese, nella rotonda del supermercato Iper.

Il dipinto rappresenta il momento in cui Giuda sta per tradire il Cristo tentando di abbracciarlo e baciarlo per avvisare le guardie che lo avrebbero poi arrestato e portato da Ponzio Pilato.
Un momento di forte impatto emotivo riprodotto fedelmente anche grazie alla tecnica e maestria dell'artista, acquisite negli anni, che gli hanno permesso di emulare l'uso dell'olio attraverso lo spray. E il risultato è veramente sbalorditivo.

L'opera
Nella tela originale (vedi gallery), come del resto nello stesso murale, Gesù è raffigurato immobile e dimesso, mentre Giuda lo schiaccia nel tentativo di abbracciarlo e baciarlo.
L'opera fa perno sulle teste dei due protagonisti, Cristo e Giuda.
Dal volto di Cristo traspare un'espressione di indifferenza e inerzia ma, allo stesso tempo, un tratto di tristezza, visto che conosceva già il suo destino.
Alle spalle del Cristo è stato immortalato San Giovanni mentre cerca di fuggire urlando dalla disperazione come presagio delle pene a cui andrà incontro il Messia.
Nella parte destra, invece, sono state raffigurate le guardie che si lanciano sul Cristo per catturarlo. E, alle loro spalle, è stato raffigurato un uomo che assiste alla cattura e che illumina la scena con una lanterna.
Una figura misteriosa che sembra estranea al baraonda che si sta vivendo in quel momento.
Qualche storico dell'arte (es. Roberto Longhi) attribuisce ed identifica tale figura nello stesso Caravaggio.

La straordinarietà di quet'opera è che, osservandola nel suo insieme, si viene proiettati in quell'istante concitato e dinamico, e si riesce persino a percepire la frenesia del momento della cattura.

Il messaggio segreto
Andrea però, in questo murale, non si è limitato nel creare una riproduzione fedele e perfetta del dipinto. Ha voluto personalizzarlo inserendo, sotto il drappeggio rosso, una scritta celata in bordeaux scuro su sfondo nero che può essere letta solo in controluce. Una scritta che vuole essere anche un messaggio d'impatto e chiaro per tutti:
We will all be forgotten (Tutti verremo dimenticati).

Tutto parte dalla filosofia e credenza dello stesso artista e prende spunto anche dalla stessa storia del dipinto.
Infatti La Cattura di Cristo era stato dimenticato e perduto per oltre 400 anni, ritrovato solo nel 1990 da Sergio Benedetti, capo curatore della National Gallery of Ireland.

Il messaggio "rassicurante" che vorrebbe lanciare l'artista è che persino un Caravaggio può essere dimenticato e perduto.
Purtroppo viviamo in una società fortemente improntata sull'individualismo, estremamente egocentrica, che spesso ci porta ad annullarci per preseguire un determinato fine, quello di dover per forza essere qualcuno o fare qualcosa.
Spesso ci danniamo l'anima nel raggiungere un determinato obiettivo che perdiamo di vista tantissime altre cose.
E alla fine per cosa?
In queste circostanze dovremmo fermarci un attimo e pensare che, in fondo, tutto verrà dimenticato.
Ne sarà veramente valsa la pena esserci annullati per dimostrare costantemente agli altri cosa siamo e cosa vogliamo?

Il fatto che anche un Caravaggio sia stato dimenticato dovrebbe essere un pensiero rassicurante che ci dovrebbe liberare dalla morsa del dover sempre dimostrare qualcosa.


L'artista
Andrea nasce nel 1981 in una famiglia di artisti e di tradizione artistica: il padre Carlo era un artista di arte concettuale e comportamentale, illustratore e grafico, lo zio Alberto più noto come Matal è stato illustratore e creatore del personaggio Lillibeth, il nonno Giovanni Italo era un pittore e illustratore delle note figurine Liebig e Lavazza.
Nel 1995 inizia a dipigere con le bombolette a spray e fonda la Crew HBM assieme a Vine, e successimente inizia a collaborare con Seacreative, Refreshink, Borse e Kraser.

Il suo sogno è quello di realizzare un museo a cielo aperto.
Invece di lasciare le opere chiuse nei musei, relegate in teche, etc.. Andrea sposta le grandi opere in giro per il mondo e all'aria aperta. In posti in cui chiunque, passando nella propria quotidianità, può ammirare.

E l'idea, a mio modestissimo parere, è davvero straordinaria!
E' anche un modo per avvicinare la gente all'arte classica.


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Quindi, approfittatene!

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