Su niu 'e ferru: una forma, un suono, un'identità - Tonara


Scritto da gea-staff
pubblicato il 10/07/2017 aggiornato il 28/07/2017
Autore: Mauro Patta
Categoria: murales
Letture: 2429 ( Aggiornato il: 12/12/2018 00:05 )
murales
Credits:

L'opera muraria, intitolata Su niu 'e ferru, è stata realizzata dall'artista sardo Mauro Patta in occasione del Festival di Arte pubblica - A Tonara in Contemporanea 2, svoltosi dal 27 Giugno al 2 Luglio 2017 a Tonara. Un evento organizzato da Libertà - Progetto Artistico in collaborazione con il Comune di Tonara e la Proloco Tonara.

L'artista di Atzara ha scelto il tema delle tradizioni locali raffigurando uno dei simboli caratteristici dell'economia di Tonara: la produzione di campanacci, orgoglio e vanto per l'intera comunità. Il murales raffigura una pecora (simbolo della pastorizia) con una corona di campanacci che, in dialetto sardo, viene chiamata Su Ferru (insieme di campanacci usati in un gregge, ndr).

La pastorizia, fin dalla notte dei tempi, ha rappresentato per Tonara una delle attività più diffuse e produttive praticata dalla maggior parte della popolazione. Collateralmente ad essa, si è sviluppata una tradizione centenaria tramandata da generazione in generazione legata alla produzione di campanacci: una vera e propria arte fatta di passione, dedizione e precisione.

Tonara vanta il primato per l'originalità sia nelle forme che nel suono. Il suo processo produttivo è studiato e progettato nei minimi dettagli e può essere paragonato alla realizzazione di un vero e proprio strumento musicale.
Vengono prodotti campanacci per ovini, bovini, caprini oppure anche per i cani da caccia. Le tipologie variano in base a vari fattori: dalle forme (tonda, quadra e lunga) all'uso (es. pascolo o transumanza); dall'età della pecora alla dimensione del gregge; dal periodo dell'anno (invernale/primaverile) alla zona del pascolo (pianura/montagna). Inoltre ogni zona della Sardegna ha un proprio e caratteristico campanaccio come segno distintivo.
Ogni campanaccio ha il proprio suono che, in realtà, è una vera e propria melodia che consente al pastore di identificare il proprio gregge, o quelli altrui, di distinguere i singoli componenti, di percepire la distanza del gregge e ritrovarlo. Ecco perchè è fondamentale la scelta del campanaccio che, di conseguenza, rende questo mestiere unico e straordinario nel suo genere. Una vera e propria arte che trasforma le zone del pascolo in un concerto a cielo aperto. Chi non si è mai lasciato trasportare dalla melodia dei campanacci, ad esempio, nella "pace" di una vallata? Oppure immaginare la pecora che pascola serenamente o quella che si sposta velocemente in base al tintinnio accelerato del suono del suo campanaccio? E la straordinarietà è che ogni suono è diverso dall'altro.

Quest'opera è un "elogio" a quest'arte minuziosa caratterizzata da mille sfaccettature e ricca di segreti tramandati da generazione in generazione.
In paese, oramai, sono rimaste solo un paio di dinastie che custodiscono l'antico sapere della produzione dei campanacci con metodi tradizionali.
Nonostante negli ultimi anni la crisi abbia colpito la pastorizia in tutta la Sardegna, riducendo le vendite, queste attività continuano a "vivere" rifornendo tutta l'isola e, persino, altre regioni italiane come, ad esempio, Sicilia e Toscana.

Mauro: << Come ribadiscono gli stessi produttori di campanacci, esiste un contratto non scritto con i pastori, e il loro compito è quello di dare un'identità al gregge >>. E aggiunge: << Ho realizzato quest'opera perchè la pecora è un'icona per la Sardegna, una specie di metafora dell'essere umano, ma soprattutto perchè sono un nostalgico. Amo le tradizioni e il fascino del tramandare da padre in figlio. Spero che le mie opere possano sensibilizzare, in particolar modo, i giovani a non dimenticare le proprie radici e i mestieri che, purtroppo, stanno scomparendo. >>

Ringraziamenti. << Vorrei ringraziare - sottolinea Mauro - in particolare la ProLoco di Tonare, il gruppo Libertà di Pisa e tutta la comunità di Tonara. >>


Un campanaccio: una forma, un suono, un'identità. Orgoglio e vanto di Tonara.


Alcune curiosità.
1) In pastorizia, di solito, lo scopo del campanaccio è quello di mantenere la pecora sempre sveglia in modo tale da farla mangiare continuamente.
2) Nel periodo invernale i campanacci sono più leggeri, perchè le pecore sono più magre mentre, in primavera, più pesanti (ferru grussu).
3) In pianura il suono deve essere "breve" mentre in montagna più "lungo" in modo tale che il pastore possa anche allontanarsi dal gregge.
4) Nella tradizione popolare il tintinnio dei campanacci aveva il potere di scacciare le forze negative e gli spiriti maligni.
5) La transumanza è la migrazione stagionale delle greggi (o mandrie) dalle zone collinari o montane (stagione estiva) verso le pianure (stagione invernale).



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Riferimenti /Ringraziamenti

Fonte
Mauro Patta - facebook

ProLoco Tonara
Libertà - Progetto Artistico

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Se in zona sono previste visite guidate "autorizzate" vi consiglio vivamente di prenotarle per una full immersion fra colori, informazioni e curiosità (alcune volte trovate i loro banner in questa pagina).
La maggior parte delle associazioni investono le quote dei biglietti per finanziare e sostenere ulteriori progetti di riqualificazione artistica urbana.
Quindi, approfittatene!

PS: Ovviamente non dimenticatevi di seguire l'artista o chiedere ulteriori dettagli e/o curiosità direttamente a lui! >>
Diego Magrì (gea-staff)
 
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