Un murale impreziosisce Castellabate col mito di Leucosia


Scritto da gea-staff
pubblicato il 25/01/2018 aggiornato il 07/02/2018
Autore: Neve
Categoria: street-art
Letture: 1254 ( Aggiornato il: 22/08/2019 22:05 )
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L'opera murale Leucosia è stata dipinta nel luglio 2017 dallo street artist torinese Neve a Castellabate, in provincia di Salerno (Campania).

L'opera di Neve con Leucosia ha il privilegio di essere il primo murale dipinto a Castellabate, curato dalla storica dell'arte Simona Capodimonti e realizzato come evento collaterale in occasione del Premio Pio Alferano edizione 2017, promosso dalla Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito, con la direzione artistica di Vittorio Sgarbi, e di essere la prima testimonianza di street art o meglio di arte pubblica in una località di valore storico-artistico e in uno scenario di riconosciuto fascino paesaggistico. 


Castellabate, infatti, è un antico borgo medievale arroccato su una collina che veglia sul golfo che va dal Tresino a Licosa, e proprio quest'ultima località, Punta Licosa insieme all'Isola di Licosa, hanno ispirato Neve nel suo intervento pittorico, dopo aver attentamente studiato la storia del posto con le sue storie e leggende. Si tratta di una delle località balneari più belle del mondo: tre chilometri di costa ricca di storia e con un paesaggio mozzafiato intriso dal fascino di antichi miti e leggende: uno fra tutti è il mito della sirena Leucosia, raffigurato nel murale di Neve.

La curatrice:
<< L'artista rappresenta un'affascinante sirena, ripresa nel suo ambiente naturale sottacqua, dove si colgono i riflessi di luce che penetrano dalla superficie, mentre stringe tra le dita una perla rara. Neve esalta alcuni particolari come i capelli biondi fluttuanti in acqua, le labbra sensuali, le dona persino l'effetto di un leggero tocco di trucco al femminile e la adorna di un abito-costume fatto da un leggiadro velo semi coprente che lascia intravedere le forme sensuali, esaltando la sua coda di squame con i riflessi argentei ed enfatizzando così l'avvenenza della mitica figura e la sua natura di creatura a metà tra donna e pesce. >>

A cosa si è ispirato Neve? 
La curatrice: << L'artista nella fase preparatoria ha potuto confrontarsi con molteplici spunti, da Murat che ha soggiornato a Castellabate esaltando la sua aria salubre, al musicista Leoncavallo che vi ha passato la fanciullezza, fino alla dieta mediterranea nata lì vicino, ma infine ha scelto di raccontare il mito di principale suggestione locale e universale, che si tramanda in letteratura fin dall'antichità, il mito delle sirene: l'opera rappresenta infatti la mitica sirena Leucosia, che secondo la leggenda diede origine al nome del promontorio di Punta Licosa, frazione di Castellabate. >>

Quali sono le fonti letterarie per il mito delle sirene?
La curatrice: << Nella tradizione letteraria Strabone sostiene che: “Chi navighi il Golfo, da Posidonia vede l’isola di Leucosia, a breve distanza dalla terraferma, il cui nome prende da una delle sirene qui caduta dopo che esse, come si racconta, precipitarono nell’abisso del mare. Di fronte all’isola sta il promontorio antistante alle Sirenusse, che forma il Golfo di Posidonia”, ma ancora più celebre è il passo di Omero che nel XII canto dell’Odissea racconta il passaggio di Ulisse in quel tratto di mare e il pericolo del canto melodioso delle sirene. Secondo la leggenda la maga Circe mise in guardia Ulisse dal canto ammaliatore delle sirene, Ligeia (dalla voce chiara), Leucosia (la bianca) e Parthenope (la vergine), che abitavano l’arcipelago delle “Sirenusse”, e ciò gli permise di passare indenne. Ulisse fu l'unico del suo equipaggio a voler provare l'ebbrezza del canto e si fece legare ad un palo dai suoi uomini, muniti di tappi di cera per non udirlo, dando loro ordine di stringerlo ancora più forte, qualora avesse chiesto di liberalo, riuscendo così a salvarsi e a non cedere al dannoso incanto. >>

Per quale motivo le sirene sono considerate così pericolose e in grado di attrarre con tale forza i naviganti?
La curatrice: Le Sirene si rivolgono ad Ulisse in questo modo “Vieni, celebre Odisseo, grande gloria degli Achei, e ferma la nave, perché di noi due possa udire la voce. Nessuno è mai passato di qui con la nera nave senza ascoltare con la nostra bocca il suono di miele, ma egli va dopo averne goduto e sapendo più cose” (Odissea, libro XII). Le sirene alimentavano il desiderio di una conoscenza estrema, promettevano di “saperne di più” e facevano intendere agli umani che avrebbero ottenuto un maggiore potere sugli altri, che, se mal gestito, avrebbe potuto essere pericoloso e portare alla morte, come di fatto avvenne a coloro che si lasciarono incantare dalla melodiosa voce. >>

Quale metafora di cela dietro il viaggio dell'eroe di Ulisse? 
La curatrice: << Ulisse impersona il viaggio dell'eroe ed è una metafora del viaggio dell'uomo verso la conoscenza attraverso le varie prove che l'anima deve superare per evolversi spiritualmente. In taluni casi il voler sapere tutto e subito, senza essere pronti e bruciando tappe essenziali allo sviluppo evolutivo mentale e morale, può far perdere il controllo se non si è abbastanza preparati ed evoluti. >>

Tornando al dipinto murale, quale momento del mito ha scelto di rappresentare Neve? 
La curatrice: << A livello interpretativo dell'iconografia è un momento di stasi prima dell'azione. Potrebbe essere l'attimo prima del tentativo di conquista dell'eroe, in cui la Sirena Leucosia consapevole del suo fascino di seduzione, sta concentrando le sue forze e osserva la perla che stringe tra le dita in un gesto quasi benedicente - un premio misterioso per il fortunato eroe che riuscirà a capire i segreti della natura e a raggiungere la conoscenza con le sue forze senza inganni – ; oppure è il momento successivo del fallimento in cui non è riuscita a sedurre Ulisse e Leucosia si immerge sottacqua ferita nell'orgoglio, e osserva per l'ultima volta i tesori del mare prima di abbandonarsi ai suoi flutti e andarsi a suicidare, insieme alle sue compagne umiliate per il passaggio delle navi degli Argonauti e di Ulisse, lasciandosi alla deriva nel golfo di Napoli e dando origine a Punta Campanella (Ligeia), Punta Licosa (Leucosia), isola di Megaride (Parthenope). Al di là di ogni ipotesi interpretativa, sicuramente Neve ci regala nella sua immagine sensuale un momento intimo di riflessione in cui Leucosia appare in tutta la sua splendente bellezza, sapientemente modulata tra luci e ombre. >>

Potresti descriverci lo stile dell'artista e il significato del soggetto? 
La curatrice: << Neve è un artista iperrealista che si ispira alla tradizione pittorica e in particolare al naturalismo di origine caravaggesca. Si nota infatti nel murale di Castellabate un gioco di luci che filtrano dall'alto creando zone d'ombra, ad esempio su una parte del viso della sirena, sul palmo della sua mano, che sono funzionali e fanno risaltare ancora di più per contrasto le parti in luce. L'artista ha saputo trasformare la sirena, figura mitologica-religiosa di origini greche, in una Diva, una divinità marina ma l'ha dotata al tempo stesso di elementi umani come le emozioni e i sentimenti, che in questo caso specifico, la fanno percepire più terrena e a noi più vicina. Può anche leggersi nel dipinto un'allusione all'amore perduto o ad un amore irraggiungibile che porta alla distruzione. In questa immagine di perfezione formale e suggestivo fascino si fondono il naturale e il soprannaturale naturale, il fisico e il metafisico, il naturalismo e la verisimiglianza, ed elementi diversi come aria e acqua si compensano, lasciandoci incantati da quel gesto sospeso ed elegante della perla tra le mani di Leucosia che suona come una pausa meditativa nella sinfonia melodiosa che recita ut pictura poesis. E poco importa se Neve è solito usare come modella una donna a lui familiare e affettivamente significativa per lui come la moglie, come è stato da molti notato, che tra l'altro ricorre in molte delle sue opere diffuse in Italia e nel mondo, come del resto era abituato a fare anche Caravaggio con la sua preferita Lena che ritrae in molti dei suoi più celebri dipinti. >>

Che cosa ti ha portato a individuare Neve come l'artista più adatto ad interpretare il tema? 
La curatrice: << Nulla accade per caso, se consideriamo che l'artista ci ha rivelato che suo padre è originario di posti non lontani da qui e che Neve ha lasciato un segno pittorico a Milano al centro Sociale Leoncavallo – i cui graffiti furono difesi dalla distruzione da Vittorio Sgarbi nel 2007 quando era Assessore alla Cultura al Comune di Milano, tra i primi critici a riconoscere il valore artistico delle tags– nel luogo che porta il nome del musicista Leoncavallo che a Castellabate ha vissuto. Tutto torna, non poteva che essere Neve l'artista designato per realizzare il primo murale qui in questa circostanza. >>

Che tecnica ha usato e predilige Neve? 
La curatrice: << Neve è un'artista eccezionale sia nell'invenzione che nella tecnica e nella rapidità d'esecuzione. In un paio di giorni è capace di finire un murale di grandi dimensioni con rifinitura di dettagli e cura dei particolari. Ha usato la consueta tecnica a bombolette spray, comune a molti bravi street artists, ma lui stesso ci tiene a precisare “a mano libera”, come ha scritto sulla sua pagina social, sebbene sia inusuale specificarlo nei formati standard che si usano per convenzione per le didascalie. >>

Che vuol dire spray a mano libera? Perchè gli altri street artists come fanno? 
La curatrice: << Sappiamo che in ogni epoca gli artisti usano degli accorgimenti o trucchi del mestiere per riprodurre un bozzetto di un'opera su dimensioni a larga scala, uno di questi può essere il “quadrettato” ossia dividere il muro in quadretti, come facevano ad es. Leonardo, Raffaello o Michelangelo. Molti street artists contemporanei usano le nuove tecnologie per tracciare la bozza del loro lavoro o altri espedienti noti agli addetti ai lavori, ma il fatto che Neve riesca a riprodurre una figura di grandi dimensioni, partendo da un piccolo modello, spesso osservato dal cellulare, e solo tracciando poche linee essenziali di riferimenti sul muro – come del resto Caravaggio, che era solito incidere dei segni col retro del pennello nella preparazione bruna di fondo – è certamente sinonimo di grande bravura per uno street artist sempre più famoso a livello internazionale come lui. >>

La curatrice: << Sono contenta che finalmente Castellabate abbia la sua prima valida testimonianza di street art, grazie ad una riuscita collaborazione tra pubblico e privato, eseguita dal talentuoso artista Neve che ha saputo integrare un'opera contemporanea in una località di forte richiamo turistico e che sono certa sarà in grado di richiamare ancora in futuro molti visitatori, attratti non solo dalle bellezze del luogo ma anche dal desiderio di vedere da vicino la mitica sirena Leucosia, che da una casa fronte mare, osserva il panorama del golfo “immersa” in un meraviglioso paesaggio italiano. >>

Ringraziando la curatrice di arte urbana Simona Capodimonti sia per la disponibilità che per averci svelato dettagli preziosi, concludiamo questo intervento mostrandovi la bellezza - vista dall'alto - della famosa isola di Licosa: un lembo di terra con sabbia bianca circondata da un mare limpido e trasparente.

Isola di Licosa


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Riferimenti /Ringraziamenti

Neve
Simona Capodimonti (storica dell'arte)

Ammira l'isola di Licosa con riprese dall'alto: youtube


Approfondimenti
Scopri i dettagli della leggenda narrata da Omero: Mito e leggenda

Scopri i dettagli della leggenda locale sull'Isola di Licosa: Mito e leggenda


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Diego Magrì (gea-staff)
 
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