Il mito greco delle sirene Partenope, Leucosia e Ligea


Scritto da gea-staff
pubblicato il 25/01/2018 aggiornato il 07/02/2018
Categoria: miti e leggende
Letture: 1065 ( Aggiornato il: 18/06/2019 03:05 )
miti e leggende
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Secondo la leggenda di Omero in un'isola nella baia di Salerno vivevano tre sorelle, figlie della musa Calliope: Partenope, Leucosia e Ligea.

Le tre bellissime sorelle vennero trasformate in esseri mitologici con le sembianze femminili. 

Parentesi. La figura delle sirene ha cambiato "forma" negli anni: da donna-uccello a donna-pesce. Omero non ha mai descritto l'aspetto fisico delle sirene, dando per scontato che il lettore ne conoscesse già la forma. In una tradizione del mito greco, ad esempio, le tre sorelle vennero trasformate in donne-uccello da Demetra per punirle nel non aver aiutato la loro compagna di giochi Persefone (figlia di Zeus e Demetra). Successivamente, in epoca medievale, la forma si mutò in donna-pesce. Motivi? Qualcuno lega il tutto ad un banalissimo errore di traduzione: pennis (penne) a pinnis (pinne). Altri attribuiscono questo cambio al cristianesimo che censurò le ali, simbolo di divinità, prediligendo le pinne in quanto erano creature malefiche.

Le tre sirene incantatrici vivevano lungo la costa della baia di Salerno ed ammaliavano con il loro canto soave tutti i naviganti che si imbattevano in quelle acque. Con la promessa di svelare all'uomo tutti i segreti della Conoscenza, prima ipnotizzavano seducendo i marinai e, successivamente, li spingevano con la loro imbarcazione al naufragio sugli scogli e li risucchiavano nelle profonde acque.

Ognuna di loro aveva una caratteristica particolare: Partenope era quella il cui aspetto era simile ad una vergine, Ligea quella con la voce più melodiosa ed incantevole, mentre Leucosia era la sirena dalle candide membra (leukov in greco significa "bianco").

Si narra che le tre sorelle tentarono di far naufragare anche Ulisse durante il suo passaggio nella baia in direzione di Scilla.
 
In realtà l'astuto Ulisse, dopo il viaggio nell'Ade, si recò dalla dea Circe la quale gli svelò tutti i rischi a cui sarebbe andato incontro nel viaggio di ritorno, istruendolo anche su come superare - indenne - i vari ostacoli. Infatti, poco prima di giungere nella baia, curioso di ascoltare il canto delle sirene e di scoprire i segreti della Conoscenza, si fece legare stretto all'albero della nave e fece indossare dei tappi di cera nelle orecchie a tutti i suoi compagni. Un ingegnoso stratagemma che consentì a tutto l'equipaggio di superare l'ostacolo delle sirene dal canto "mortale" e di proseguire indenni nel viaggio verso Scilla.

A questo punto le tre sirene, frustrate per il fallimento nel non essere riuscite a sedurre ed ammaliare Ulisse, decisero di suicidarsi lanciandosi da una rupe affogando in mare. Successivamente fu la corrente a spingere i loro corpi in tre luoghi differenti: 

  1. Partenope a Napoli, il cui corpo diede vita alla città partenopea;
  2. Ligea lungo le coste calabre, per la precisione a Terina, una polis della Magna Grecia;
  3. Leucosia nel golfo di Paestum, il cui corpo diede vita all'isola di Licosa: un lembo di terra con sabbia bianca circondata da un mare limpido e trasparente.




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