Del Casino omaggia l'integerrimo antifascismo nuorese


Scritto da gea-staff
pubblicato il 11/05/2018 aggiornato il 12/05/2018
Autore: Francesco Del Casino,Teresa Podda
Categoria: murales
Letture: 1278 ( Aggiornato il: 20/02/2019 01:05 )
murales
Credits: ANPI Provinciale NUORO

Le nuove opere murali sono state dipinte a Nuoro (Sardegna), a maggio 2018, dall'artista senese Francesco Del Casino in collaborazione con Teresa Podda nell'intento di omaggiare tre personaggi nuoresi simbolo di un antifascismo indomabile ed integerrimo.

L'iniziativa è stata promossa dall'ANPI provinciale e patrocinata dall'Amministrazione Comunale, la quale ha messo anche a disposizione i muri del parcheggio di Piazza Italia.

Nel dicembre 2017 il Consiglio Comunale locale ha approvato la mozione Valori della Resistenza antifascista e dei principi della Costituzione italiana proposta dall'ANPI [1] provinciale proclamando la città di Nuoro come Città Antifascista. Un segnale per rimarcare lo spirito della popolazione ed omaggiare tutti coloro che si sono immolati, soprattutto negli anni del fascismo, a tutela della libertà e della democrazia.

In occasione della festa della Liberazione (Resistenza, 25 aprile) e per rendere omaggio al 70° anniversario della Costituzione (entrata in vigore il 1 gennaio 1948), sempre attraverso l'impegno dell'ANPI e con il patrocinio del Comune, nel capoluogo barbaricino sono state realizzate cinque nuove opere murali in Piazza Italia per mano dell'artista Francesco Del Casino.

Gli interventi artistici sono dedicati ad Antonio Gramsci e ad altri tre personaggi storici nuoresi che hanno dedicato la propria vita lottando per gli ideali di libertà, democrazia ed uguaglianza: Giovanni Agostino Chironi (Diddino), Felice Angelo Armando Giacobbe (Dino) e Mariangela Maccioni (Sa mastra Marianzela). Un murale, invece, è dedicato a tutti i partigiani morti con un riferimento al noto canto popolare Bella Ciao, idealmente associato al Movimento nazionale partigiani

L'iniziativa dell'ANPI è stata un'occasione per sensibilizzare l'opinione pubblica, ricordando -  soprattutto alle nuove generazioni - un modello (da imitare) per garantirci una Nazione priva di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo. Infatti, se oggi viviamo in una Repubblica e se abbiamo la possibilità di esprimere la nostra opinione liberamente, è anche grazie alle dedizione, perseveranza, battaglie e sacrifici di semplici uomini diventati - con il tempo - eroi.

L'evoluzione dello stile del maestro Francesco Del Casino, evidente in questi nuovi murales, è rappresentato dalla combinazione fra pittura e ceramica che risalta l'opera creando un effetto tridimensionale, unico nel suo genere. La stuccatura e muratura delle ceramiche sono state rese possibili grazie al supporto di Franco Davoli (noto anche per essere un la "voce" dei Tenore Supramonte di Orgosolo, ndr).

Del Casino Murales

Teresa Pooda

Antonio Gramsci 

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Giovanni Agostino Chironi, "Diddino" (Nuoro, 1902 - 3 dicembre 1987)

Giovanni Agostino Chironi, meglio conosciuto come Diddino Chironi, è stato un indomabile idealista di fede comunista che, per il suo forte attivismo, venne più volte licenziato e incarcerato nel periodo fascista per reati di propaganda e ricostruzione del partito comunista (1928, 7 anni di reclusione). Nonostante i soprusi e le torture del sistema fascista non tradì mai i suoi "compagni di lotta" e mantenne fede ai propri ideali.
Durante la sua detenzione in carcere fu compagno di Antonio Gramsci.
Dopo la scarcerazione divenne il primo segretario provinciale del Partito Comunista Italiano (PCI) nuorese e sedette in Consiglio comunale.


Felice Angelo Armando Giacobbe, "Dino" (Dorgali 14 gennaio 1896 - 1984)

Felice Angelo Armando Giacobbe, noto come Dino, padre della scrittrice Maria, fu un ufficiale pluridecorato nella prima guerra mondiale (partito volontario, ndr) ed un antifascista convinto a tal punto da sposare anche la causa "repubblicana" spagnola nella guerra civile (1936-1939) fra nazionalisti guidati dal generale Francisco Franco e repubblicani [2].  Nel 1937, infatti, espatria clandestinamente in Spagna arruolandosi nelle fila repubblicane e guidando la Batteria Carlo Rosselli.
Dino Giacobbe fu anche uno dei fondatori del Partito Sardo d'Azione.
Nel 1925 il regime fascista gli tolse tutte le medaglie al valore per aver dichiarato di essere repubblicano; medaglie restituite solo nel 1945.


Mariangela Maccioni (Nuoro, 17 aprile 1891 - 26 settembre 1958)

Mariangela Maccioni, conosciuta anche come Sa mastra Marianzela, è stata uno dei simboli della lotta al fascismo; un'indomabile idealista dallo spirito ribelle che non si lasciò mai piegare dal Regime. Era un'insegnante e, in quegli anni, il fascismo si insediò nelle scuole cercando di far leva sulle "giovani menti". Per il suo rigetto al nuovo ordine, nel 1937, nel giorno del suo compleanno, venne arrestata dal Regime a seguito di una perquisizione in casa in cui vennero rinvenuti dei testi francesi su un giovane anarchico spagnolo. Fu il pretesto per l'accusa di apologia del fascismo (39 giorni di carcere, ndr).
Nel 1923, durante la cerimonia per il primo anniversario della marcia su Roma, incoraggiò i suoi alunni al canto di Bandiera rossa e si assentò da una lezione dedicata all'esaltazione del Duce.
Per il suo attivismo venne licenziata, messa al bando della vita pubblica ed espulsa dal partito; fu il primo ed unico caso in tutta la circoscrizione nuorese. Solo nel gennaio del 1944 le venne concessa la "riabilitazione all'insegnamento" e le venne offerta la direzione della Biblioteca comunale Sebastiano Satta.
Inizialmente Mariangela fu una simpatizzante del Partito Sardo d’Azione e successivamente del Movimento Cristiano per la Pace. Nel 1948 si candidò nelle liste del Fronte Popolare.





Approfondimenti

[1] ANPI: un'associazione che riunisce tutti gli antifascisti al fine di impedire il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia).
[2] Guerra civile spagnola: la guerra che vide scontrarsi repubblicani e nazionalisti guidati dal generale Francisco Franco. Una guerra conclusasi con la vittoria dei nazionalisti i quali diedero vita alla dittatura conosciuta come franchismo.
[3] No pasaran (Non passeranno!): è uno slogan coniato per la prima volta in Francia per indicare l'intenzione bellica di ostacolare e difendere ad ogni costo una posizione dal nemico. La frase divenne famosa, e da allora usata come slogan di propaganda, anche contro il fascismo, durante la guerra civile spagnola.


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Riferimenti /Ringraziamenti

Francesco Del Casino
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